giovedì 22 dicembre 2011

Un trapanese alle fosse Ardeatine



Arrivato a Roma ho letto un breve libro che racconta la storia di un trapanese morto alle fosse ardeatine, Pietro Ermelindo Lungaro. Una storia non proprio definita nei particolari, piuttosto qualche sprazzo: un ufficiale di PS che viene catturato dai nazisti e rinchiuso a via Tasso perché sospettato di fiancheggiare la resistenza. Muore così alle fosse Ardeatine e ai posteri risulta come un attivista del glorioso Partito d'Azione.
Anche se tutto questo resta fumoso, una cosa è fondamentale di questo libro. Ricorda la mistificazione fascista sul collegamento via Rasella - fosse Ardeatine (e anche qualche altra sul processo a Kappler).
Perché la vulgata (fascistoide) vuole che i nazisti abbiano chiesto agli attentatori di via Rasella di consegnarsi pena una rappresaglia nei confronti della popolazione.
La richiesta è un falso e soprattutto uno "scambio" impossibile da mettere in atto in una città come la Roma del 1944 (dove cioè non esistevano le comunicazioni veloci di oggi).
Già perché sapete quanto tempo è passato dall'attentato di via Rasella all'eccidio delle fosse Ardeatine? VENTIQUATTRO ORE

Ogni ulteriore commento è superfluo.

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