sabato 17 novembre 2012

lunedì 12 novembre 2012

Adoro i MpT !

Almeno qualcuno riesce a prendere con meno pesantezza questo folle gioco delle primarie del centrosinistra. Chi l'avrebbe mai pensato che la leggerezza sarebbe mai venuta dai marxisti?

I mitici Marxisti per Tabacci.

sabato 10 novembre 2012

Patty Pravo o Dalida ?

Non conoscevo questa canzone dei primi anni 70 italiana.
I programmi del sabato sera di Rai Uno almeno servono a qualcosa.
E poi difficile scegliere tra queste due sontuose interpretazioni. Anche se Dalida la fa in francese, ma con un accento non indiffernte che è sempre apprezzabile.

42.5/5 vs 42/10


42.5/5 vs 42/10. Non sono degli strani codici, ma il nocciolo del grande scontro di questi giorni sulla modifica alla legge elettorale.

A parte il fatto che una legge elettorale non si dovrebbe cambiare a meno di un anno dal voto, la cosa che capisco poco è : possibile che in Italia sia sempre necessario cambiare la legge elettorale?


Durante la cosiddetta prima repubblica la legge è restata praticamente sempre la stessa. Con l'eccezione della legge truffa, che non scattò e quindi fu accantonata, e l'aver alla fine messo in fase l'elezione del Senato con quella della Camera (un sistema di elezione alternata all'americana era inizialmente previsto, ma mai attuato).

Negli anni '90, dopo che nel decennio precedente si era iniziato a parlottare di riforme costituzionali e legge elettorale senza alcun risultato, abbiamo assistito ad una girandola di riforme. Riassumiamole brevemente:

1. Preferenza unica. Il referendum del 1991 (quello dell'andate al mare) ridusse le preferenze per l'elezione dei deputati ad una sola. Nel 1992 si voterà con questa legge, ovvero un proporzionale con una preferenza unica (e nessun premio, come era sempre stato fino allora).

2. Mattarellum. Attuato grazie al referendum del 1993. Un maggioritario a turno unico con una quota proporzionale (il 25%, rinormalizzata con il famigerato scorporo). Si votò così nel 1994, nel 1996 e nel 2001.

3. Porcellum. La legge concepita da FI-AN-Lega-UDC qualche mese prima delle elezioni del 2006. Un proporzionale con definizione di coalizioni per l'assegnazione del premio di maggioranza, uno sbarramento variabile a seconda se il partito è in una coalizione o meno, e "indicazione" del presidente del consiglio (indicazione che è solo tale visto che per Costituzione è compito del Presidente della Repubblica nominare il presidente del consiglio dei ministri) e liste elettorali precostituite per definire i deputati e senatori (al Senato il premio di maggioranza è su base regionale). Si è votato con questa legge nel 2006 e 2008.

Dal 1987 al 2008, in soli ventuno anni quindi, si è votato con ben quattro leggi elettorali diverse, e chissà che nel 2013 non sarà la volta della quinta legge. Quella buona? Se il problema è tra mettere al 42.5% o al 40% il premio di maggioranza e/o mettere al 5% o 10% il premio di consolazione al primo partito se non scatta il "superpremio", ne dubito fortemente.


Proviamo a contare quante leggi elettorali diverse hanno usato inglesi, tedeschi, francesi, americani per eleggere i loro parlamenti negli ultimi venti anni?

giovedì 8 novembre 2012

Solidarietà al PS di Parigi


L’altra notte il muro esterno della sede della Federazione del Partito Socialista a Parigi è stato imbrattato con scritte offensive e minacce. Il PD Parigi ha scritto ai dipendenti, alla segreteria e agli amici del PS Parigino. Il circolo del PD ha espresso la solidarietà di tutti gli iscritti e simpatizzanti italiani verso un partito che ci ha sempre accolto e con il quale collaboriamo nella costruzione di una politica di solidarietà e apertura.

Qui l’articolo su Le Parisien dove vengono riportati i fatti.

Questa mattina, quindi,  Beatrice (segretario del circolo) ed io abbiamo subito manifestato la nostra vicinanza alla federazione di Parigi del PS, e ai tanti militanti con cui abbiamo lavorato in questi anni.
Il luogo è quello che ci ha ospitato in tante occasioni, la più importante (sicuramente dal punto di vista formale) è stata quella del congresso del 2009, che si svolse proprio in quei locali. Ma sono state tante le iniziative e gli incontri, ricordo a memoria Giovanna Melandri ai tempi della campagna del 2008, e poi Rosario Crocetta, Pippo Civati, Giulio Cavalli, Michele Emiliano, Ivan Scalfarotto (e molti altri) e tante riunioni organizzative.
Noi italiani poi abbiamo subito un riflesso quando vediamo certe cose, anche quando sono marginali. Non dimentichiamo le tante sezioni dei partiti oggetto di atti distruttivi in Italia in anni foschi che non vogliamo si riproducano mai più, né in Italia né altrove.

Ecco il messaggio che gli abbiamo inviato e pubblicato anche sul sito del PD Parigi.

Bonjour,
nous venons de lire que le mur de la fédération socialiste a été recouvert d’insultes.
Nous sommes à vos cotés et j’espère que vous arriviez à comprendre bientôt qu’est ce qu’il s’est passé et qui a pu faire une telle chose.
Nous sommes aussi inquiets pour le personnel que travaille comme toi à la fédération et vous êtes dans nos pensées.
En ce moment de difficulté et de grand engagement du gouvernement Hollande, de bataille pour une Europe juste et solidaire, prendre le PS comme cible est une chose très grave et nous sommes avec vous dans la bataille pour la solidarité et la liberté des idées.
N’hésite pas à nous faire savoir si nous pouvons vous aider en quelque sorte ou manifester avec vous toute notre détermination de vous soutenir.

Je te prie de vouloir transmettre toute notre solidarité à tes collègues
et j’espère à bientot
Beatrice et Riccardo
et toutes et tous les camarades du Partito Democratico Parigi

domenica 4 novembre 2012

Qualche riflessione nata dal caso M.

Il fatto è noto : commentando su twitter l’intervista a Vendola su La7, dopo il passaggio in cui il governatore della Puglia si diceva sicuro delladi sconfitta di Renzi alle primarie, M., assessore al bilancio del comune di Ferrara e sostenitore del sindaco di Firenze (non penso sia utile al nostro ragionamento scrivere esplicitamente di chi si parla, penso che l’interessato abbia fin troppo scontato e subito il suo errore, e sperimentato su di sé cosa sia nei fatti la cosiddetta gogna mediatica, perciò lo chiamerò M. per provare ad astrarre questo ragionamento), ha mandato a quel paese il candidato di SeL cercando di scimmiottare il modo di parlare di quest’ultimo. Diciamo subito che ha sbagliato, ma cerchiamo di capire meglio cosa è successo, non per giustificare qualcuno, ma perché magari possiamo usare il caso M. per capire meglio qualcosa su di noi e sulla società italiana. Userò il termine vaffa per sintetizzare il concetto, non riuscendo purtroppo a trovare alcuna espressione meno volgare. Diciamo che ho cercato di minimizzarne la volgarità, per quanto questo si possa fare quando il punto di partenza del nostro ragionamento è un insulto volgare. E semanticamente omofobo, come cercherò di spiegare nel seguito.

(continua su iMille)