sabato 10 marzo 2012

I raid arrivano così per caso?



Inizialmente in prima pagina, poi passata un po' in disparte, arriva oggi la notizia di raid israeliani sulla striscia di Gaza. Lo dice prima l'Ansa, già in modo poco esaustivo, ma si dirà è un'agenzia, il condizionale è d'obbligo come non le si può chiedere di contestualizzare. Repubblica dice un po' di più, dice soprattutto che da venerdì sera il sud di Israele è sotto i colpi di mortaio (che provengono da Gaza) e che ad essere colpiti sono stati militanti dei "comitati di resistenza popolare" citati per essere i responsabili della cattura del soldato Gilad Shalit, senza menzionare altre "azioni popolari" di questi "comitati". Chi sono? Miliziani? Jihadisti? Non si ha alcuna risposta a queste domande, perché evidentemente è un "dettaglio" per il lettore, interessato a sapere solo che quei "cattivoni" dell'esercito israeliano hanno colpito.
E infatti, come al solito, parte subito dopo il più o meno velato attacco all'esistenza stessa di Israele. Velato da parte del TG3 e per nulla velato nella famosa "rete".

Quindi facciamo così, leggiamo (e guardiamone le foto) cosa scrive Haaretz e stabiliamo che da quelle parti c'è una guerra che non finirà mai finché gli stati arabi (e le sue popolazioni che spesso sono sagacemente instigate a riversare la propria rabbia contro israele per evitare che lo facciano contro qualcun altro) non smetteranno di nutrire il seguente concetto: Israele deve scomparire da quella terra e con lui i suoi abitanti. Un concetto che è affine, quello sì, al nazismo. E smettiamo anche i pelosi distinguo: sono contro il sionismo non contro gli ebrei o capziosità del genere. Che lo stato di Israele rappresenti l'essenza stessa del popolo ebraico è qualcosa che solo un ignorante (o un negazionista) può negare, o bisogna citare il libro più letto della terra? (evidentemente non così letto ...). E poi, se ritornate sulle foto pubblicate da Haaretz, noterete come si possono trovare non solo quelle che mostrano i danni fatti dai mortai palestinesi ma anche quelle che mostrano l'auto distrutta dai colpi israeliani. Quanti giornali arabi dell'area fanno altrettanto?

Quindi cerchiamo di non schierarci in una guerra, ma di andarne a riprendere la storia e le origini. E lasciamo pure l'ignorante retorica dello stato di Israele come "risarcimento morale" che l'occidente ha dato al popolo ebraico per "farsi perdonare" la Shoà. Primo perché è storicamente falso, secondo perché se uno può pensare che possano esistere perdoni per un evento del genere ...

4 commenti:

Aubrey ha detto...

www.ilpost.it/2012/03/12/che-cosa-succede-a-gaza/ e parliamo di oggi. Tu che lavori con i numeri fai un po' di conto, e dimmi tu. Io non l'ho mai capita che qualcuno che si deve difendere fa 10 o 100 morti più degli altri, tutte le volte, da 60 anni. Si vede che ci sono concetti diversi della parola "difesa".

riccardos ha detto...

Fare la conta dei morti mi sembra un'attività tra il macabro e l'immorale. E poi da qui dovremmo dedurre chi sta "nel giusto"?

Israeliani non ne vediamo morire perché sono attrezzati con i bunker, non perché non vengono bombardati. Questo non cambia il fatto che vengano bombardati, o no? E' una colpa proteggersi?

Ricordiamo che il mondo arabo vuole la distruzione dello stato di Israele ... e che storicamente gli stati limitrofi hanno sempre usato i palestinesi in modo strumentale, senza peraltro mai aiutarli concretamente quando avrebbero dovuto e potuto. Così agli ebrei tutta la colpa ...

Aubrey ha detto...

Riccardo, ci sei andato? Ha visto? Io mi baso su quello che ho visto, vivendo per pochissimi mesi là, che non è la verità, ma ti da un minimo di sguardo. Minimo. Tutti i filopalestinesi con cui parlo non dicono mai tutta colpa agli ebrei, ma c'è una bella differenza fra tutta e nessuna. Esiste, che so, un 80%? si può dire? ma sono comunque discorsi del cazzo. Io so che nell'Occupazione israeliana chi soffre di più (numericamente) e da più tempo sono i palestinesi, e per adesso mi basta. Non è un granchè, me ne rendo conto, ma è la mia risposta al macello che c'è giù.

riccardos ha detto...

Ovviamente non ci sono stato, ma conosco persone che ci sono state, e ci sono tutt'ora in Israele. E vivere con i missili che arrivano di notte o le persone che si fanno esplodere negli autobus non è certo un bel vivere. Ci sono delle popolazioni che vivono in guerra. Uno stato democratico (Israele) che come tutti gli stati commette errori e una serie di stati dittatoriali intorno che anziché occuparsi delle popolazioni usano i palestinesi per fomentare l'odio contro l'altro e distogliere dalle condizioni di vita in cui li tengono.
Ora questi stati vorrebbero annientare lo stato di Israele e con questa la sua popolazione, e questo dal 1948. Evidentemente lo stato di Israele non è esente da errori e colpe (altrimenti saremmo probabilmente un po' meglio di oggi), ma il conteggio delle sofferenze è una grande minchiata.
Quindi se tu vuoi fare il ragioniere della morte accomodati. E' un mestiere tipicamente nazista, come chi nega il diritto ad israele di esistere (vedi dichiarazioni di Hitler del 1933 che potrebbero essere state dette ieri ... )