sabato 12 novembre 2011

Con il PdL dentro o nulla



In questi giorni si assiste ad uno dei più duri scontri mai registrati in quello che fu il monolitico (almeno da fuori) partito (o meglio pseudo-partito) creato da Berlusconi. E questo non può che farci piacere, è uno dei migliori sintomi che il capo sta veramente per concludere la sua carriera politica. Anche se aspetterei sempre per esultare.
Anche perché il "si salvi chi può" del PdL ha creato una inevitabile spaccatura su appoggiare o meno un governo tecnico a guida Monti che si va delineando in questi giorni.
La Lega se ne è già tirata fuori: è possibile che il governo nasca senza l'appoggio anche del PdL. No, e giustamente Bersani (e mi pare anche Casini) hanno detto che o è appoggiato anche dal PdL o non se ne fa nulla.
Ma a parte le ovvie motivazioni politiche, ci sono prima delle motivazioni numeriche.
Per questo dobbiamo guardare la composizione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato.
Alla Camera PdL+Lega hanno 271 deputati, mentre Fli+IdV+PD+Udc ne hanno 292. In questo caso se aggiungiamo i 42 deputati del gruppo misto arriviamo a quota 334, che basterebbe teoricamente per avere la maggioranza (che è di 316). Una maggioranza risicata, debole politicamente e numericamente soggetta agli "sbalzi d'umore" dei deputati del gruppo misto (7 componenti + 17 deputati non iscritti ad alcuna componente, insomma una giungla paludosa).

Ma è al Senato la faccenda sarebbe ancora più intricata. Qui PdL+Lega hanno 153 senatori e IdV+PD+FLI+UdC ne hanno 146. Se si aggiungono i 15 deputati del Misto si arriva giusto a 161 (che è giusto giusto la maggioranza). Sarebbero quindi necessari i 12 deputati del gruppo "Coesione Nazionale-Io Sud-Forza del Sud", vi rimando alla sua composizione per vedere di chi si tratta.

Se quindi il governo Berlusconi non poteva agire perché appeso ad una maggioranza risicata, potrebbe mai farlo con una maggioranza altrettanto risicata numericamente un governo tecnico che sarebbe in più debolissimo politicamente?

Certo, sarebbe possibile che il PdL si spacchi ancora, costituendo un gruppo di deputati e senatori che entrano comunque nella maggioranza, abbandonando il vecchio padre-padrone in compagnia dei suoi ultimi scagnozzi che non avrebbero alcun futuro in nuove riorganizzazioni del centro-destra (un po' come i repubblichini, ed ironia della sorte molti sono proprio gli eredi dei repubblichini ...). Ma questa spaccatura è per il momento poco chiara soprattutto numericamente e poi si dovrebbe concretizzare prima delle consultazioni. Ovvero domani.

Ad oggi quindi o il governo è appoggiato (senza escamotages di appoggi esterni, sarebbe come farlo nascere con il cappio al collo, sopra una sedia con un piede rotto), oppure dubito serva a qualcosa. Se non andare a prossime elezioni con un Berlusconi di nuovo trionfante (un mezzo cerino, insomma).

1 commento:

Pier ha detto...

Le giustificazioni di chi scappa ora a gambe levate da Berlusconi, dopo averlo sostenuto senza fiatare per anni, diventano man mano più ridicole: Fuga dal PdL, la via per Damasco di tinge di arcobaleno?