giovedì 3 febbraio 2011

Tutta colpa di Miguel Bosé, una recensione

Grazie al nuovo servizio Amazon.it sono riuscito a comprare libri in italiano da Parigi e il primo letto del primo pacco è stato “Tutta colpa di Miguel Bosé”, di Sciltian Gastaldi (in arte Anellidifumo per la blogosfera) edito da Fazi Editore.

Premetto che ho conosciuto Scilitan nel lontanissimo 1995 quando andai con degli amici a Milano per la grande manifestazione del 25 aprile contro i nuovi fascisti che erano andati al governo. Profetici.

Il libro si presenta come “umoristico” e “di costume”, io direi più il secondo che il primo genere, anche se non mancano risi e sorrisi strappati al lettore. Un libro scritto con uno stile colloquiale, cosa che in genere mi fa storcere il naso. Ricordo con orrore il libro di un ingiustamente molto famoso “maître à penser” scritto con i piedi tanto da rasentare l’illeggibilità, con uno svolgimento e stile analoghi.
E invece il libro di Scilitan risulta gradevole, fluido, ben scritto.

Un libro che anche se non esplicitamente autobiografico ripercorre epoche e luoghi dell’autore. L’Italia, o meglio la Roma, che va dalla fine degli anni ’70 al 2000.
Un ruolo centrale è dato all’evoluzione del “coming out”, verso se stesso e verso gli altri, del protagonista che si scopre e si dichiara bi-sessuale (e metrosessuale, anche se mi pare di capire che quest’ultimo si riferisce a eterosessuali, ma non mi addentro nel campo minato della terminologia sulla definizione degli orientamenti sessuali).
Il lettore scopre lo sviluppo sentimentale del protagonista attraverso una carrellata di cantanti, ballerini, attori. Per poi passare lievemente dagli “amori immaginari” a quelli reali. Uomini e donne.
Uno scorcio della Roma degli anni ’80 e ’90, quasi la mia stessa città. Intatti il protagonista vive dalle parti di Villa Ada, come spesso sostengo, un’altra città rispetto a Roma Sud (e infatti anche lui ammette di non avere idea di dove sia il Portuense ... non posso immaginare quanto poteva essergli nebulosa la collocazione di Spinaceto).

Un libro che si legge bene, soprattutto se si è romani, di circa trentacinque anni e che non vivono più a Roma (in questo caso una certa malinconia per la propria città e i propri venti anni aiuta a farsi piacere il libro), ma che può sicuramente risultare gradevole anche per un pubblico che non abbia molte esperienze in comune con il protagonista.

2 commenti:

Anellidifum0 ha detto...

Bene bene, son contento ti sia piaciuto e spero che possa piacere anche a chi non è (stato) di Roma Nord! Ma su Anobii ancora non trovo la tua recensione, mi dai il link lì? Mi sa che sei su un Anobii non italiano, vero?

riccardos ha detto...

ecco il link alla mia libreria anobii
http://www.anobii.com/rspezia/books

beh intanto ha fatto breccia su roma sud ;)