venerdì 29 giugno 2007

Idee Organizzative

Non sono neanche dieci giorni che un gruppo di folli e visionari ha deciso di riunirsi e provare a costituire qualcosa di fluido e omogeneo allo stesso tempo che orbiti, in un certo senso, intorno al nascituro partito democratico. E sto parlando de iMille. E come iMille altri gruppi di cittadini sembrano volersi raggruppare per cominciare a fare qualcosa intorno al PD o più in generale per ragionare e, spero, agire su problemi reali e moderni. I Mille, come molti altri di questi gruppi, sono nati grazie alla meraviglia di internet, che è indubbiamente uno strumento incredibile per far circolare idee nuove e aggregare i più attivi, ma magari impigriti dalle recenti e meno recenti delusioni della politica italiana.

Questi gruppi spesso hanno lo svantaggio (ma anche il vantaggio) di non presentare un monolitico e coerente blocco di risposte a tutti i problemi. Si potrebbe dire che, finalmente, non sono ci sono nuovi ideologismi totalizzanti in giro, ma dei pragmatismi. E in questo spirito pragmatico e parcellizzato penso che debba nascere l’organizzazione dell’agglomerazione reale de iMille (e non solo). E vengo al punto: “Uscire dal Blog”. Ovvero, dopo essersi aggregati, o aver cominciato a farlo, sulla rete, bisogna iniziare a conoscersi, inizialmente al livello locale, semplicemente raggruppandosi e cominciando a discutere vis-à-vis, senza i tempi di latenza di internet, le assurdità dei “nomignoli” e lo scudo dello schermo del computer. Mettersi in gioco, se si vuole creare qualcosa di reale, che possa essere un qualcosa per il PD. Quello che propongo, e che stiamo cercando di fare qui nella lontana Parigi, con tutte le difficoltà dovute al fatto di stare all’estero, è quindi:

1) formare subito delle piccole cellule, vedersi al più presto per non perdere lo slancio iniziale e far seguire alle riflessioni dei blogs, il suono delle parole e la concretezza dei gesti;

2) usare altre forme di proselitismo diverse dalla rete, che resta poi il punto aggregante, per il momento, al livello generale. Non chiudersi neanche nel settarismo millesco, ma cercare il contatto con tutte le altre associazioni esistenti nel territorio;

3) identificare i “problemi” maggiormente sentiti da ogni gruppo, dei problemi concreti su cui attivarsi, non essere necessariamente “tuttologi” ma individuare uno o due punti e cominciare a “martellare” su questo. Noi qui a Parigi abbiamo deciso di occuparci di diritto di voto e residenza e più in generale dei problemi legati alla mobilità e all’integrazione europea;

A chi, apparentemente giustamente, si lamenta domandando un programma, la risposta è qui penso. Vedersi e iniziare a identificare le sensibilità. Penso infatti che non ha alcun senso pensare a “programmi”, “pacchetti” e pseudo risoluzioni di tutti i problemi, ma sia meglio veramente identificare sensibilità sulla realtà, domande sulle linee di fondo, ovvero i punti cardine su cui lavorare e riflettere, ma anche agire. Magari rovesciando i discorsi usuali. Vogliamo provare a veder nascere un partito democratico e repubblicano? Iniziamo a pensare fuori dai cliché impostici da altri, ma in termini di diritti, di partecipazione, di vita reale delle persone. Non voglio stare a definire cosa e come qui, noi stiamo cercando di farlo per i problemi che abbiamo individuato, ognuno lo farà indipendentemente. Ecco, non ci aspettiamo un qualche leader carismatico o promotore. Questo è il modo di ragionare che ci ha portato a Berlusconi e ai, goffi, tentativi di anti-Berlusconi. Spirito democratico e repubblicano vuol dire anche non fidarsi dei leader carismatici, il carisma è infatti una specie di magia, una mistificazione che genera dei sogni che possono facilmente diventare incubi o torpore.

3 commenti:

Giuseppe Baudo ha detto...

Ciao Riccardo,
ho letto (devo dire per caso) il tuo posto sul sito di antonio di pietro, ho dato un'occhiata al tuo blog, ho letto la storia dei mille. Siete veramente forti! mi piacerebbe unirmi a voi. teniamoci d'occhio...
info@giuseppebaudo.it
www.giuseppebaudo.it

Alberto61fi ha detto...

Caro Riccardo,

come te mi sto appassionando alle potenzialita' che sembra(va)no aprirsi con la nascita del PD. E mi hanno entusiasmato le iniziative delle liste nascenti dal basso, in particolare iMille e APD. Cosi' anch'io mi sono iscritto ed ho iniziato a partecipare via internet e in incontri locali.

Tuttavia ho gia' accumulato elementi di scoraggiamento:

- iMille sono nati gia' da 14 giorni. Non sembrano tanti, ma per chi ne aveva 120 (di cui una trentina estivi) per formare un movimento ed una lista, presentarla in tutta Italia selezionando candidati, facendosi conoscere ed accettare, trovando sostenitori ed elettori, queste due settimane sono piu' del 10% (anzi forse il 20% in termini reali). E cosa e' successo? Tranne un'improvvisa ed inizialmente ampia raccolta iniziale di nomi e qualche articolo sparso sulla pagina web quasi nulla. Continando cosi' il disastro elettorale e' annunciato (e questo mi mette qualche sospetto).

- APD ha lanciato la lista Liberalitalia, ma poi o non c'e' stato il responso voluto o non so cosa, mi sembra tutto ancora piu' arenato de iMille.

- Gia' con un certo sentore di questo, io ed alcuni altri abbiamo provato a contattare alcune delle organizzazioni che sembrano intenzionate a formare liste (ne abbiamo sentite 7) per vedere se fosse il caso di incontrarsi per pensare ad unire le poche forze. iMille ed APD hanno mostrato totale disinteresse (e la cosa e' caduta visto che erano le organizzazioni maggiori).

Si aggiunga che tra iMille, parlando di meccanismi elettorali, si e' posto molto l'accento sui resti (recuperati a livello regionale).

Che conclusione sono portato a trarne? Beh, forse il piano di qualcuno e' questo: formiamo una piccola lista, in concorrenza con alcune altre altrettanto piccole; in nessun collegio si eleggera' un candidato (serve almeno il 10% per questo e Scalfarotto ebbe lo 0,6%!). Ma in alcune regioni in cui si e' ben presenti se ne eleggera' uno con il sistema dei resti. Ed ecco piazzati i 7-8 fondatori della lista.

Alla faccia della grande impresa innovatrice che doveva scardinare la costituente del PD.

Io sono abituato alla mentalita' scientifica: c'e' un problema, a qualcuno viene un'idea, magari brillante, e si va avanti con quella, poi pero' se ad un altro viene un'idea migliore si passa a quella e cosi' via.

Solo che in politica non funziona cosi'. Se a uno viene un'idea prova a vedere se con quella puo' piazzarsi per tutta la vita in un bel posto comodo che so di parlamentare o amministratore locale.

Io credo che se si provasse a raccogliere tutto il malcontento contro le strutture dei vecchi partiti (che giustamente in parte dovranno passare nel nuovo, ma aprendosi a nuovi contributi) in un'unica lista forse (forse!) si potrebbe avere una speranza di incidere seriamente (per esempio con il 15% dei voti ed un eletto per collegio). Questa sarebbe una grande rivoluzione. Mandare qualche testimone isolato e presumibilmente sperso tra i 2400 non mi pare un gran risultato.

riccardos ha detto...

Caro Alberto,

i tuoi elementi di scoraggiamento sono probabilmente molto fondati. E' vero sono passati 14 giorni e poco si è fatto di concreto. Ma, per non essere maligni, bisogna considerare che iMille "reali" hanno anche altre cose da fare nella loro vita (come noi d'altronde) e non è certo facile organizzare un movimento in quattro e quattr'otto.
Penso, anche avendo sentito Ivan su RepubblicaTV, che si procederà con una lista iMille, basandosi principalmente sull'esperienza delle primarie, con qualcuno in più (e magari in meno) e che si appoggeranno a Veltroni. Purtroppo dico. Pero' possiamo pensare che questo sia solo l'inizio per aggregare al PD qualcosa che sia "altro" da DS e Margherita. Ma certo il tempo stringe, l'estate è alle porte e soluzioni "federative" sono sempre difficili purtroppo.

Anche io ho cercato di contattare APD e la loro probabile lista "liberalitalia" senza alcuna risposta e parallelamente ho più volte domandato sul sito de iMille dei collegamentei con queste liste. Purtroppo io vivo a Parigi e quindi mi risulta praticamente impossibile andare fisicamente da queste associazioni. Tu dove vivi?
Penso poi che, come ho più volte detto, bisogna uscire da internet, quindi se vuoi scrivimi per mail e proviamo a contattarci direttamente. Noi qui nel nostro piccolo siamo quasi a quattro, a vederci fisicamente.

Se poi tutto quanto sarà per fare entrare due-tre persone nella costituente penso che non ci guadagnano poi molto (anzi solo spese ...) o forse no .... ma questo mi interessa relativamente.

Io comunque cerco e cerchero' di coinvolgere quante più persone provenienti da esperienze diverse (guarda per esempio giuseppe baudo da catania che si mostra interessato).

cordialmente
riccardo