Un pareggio sostanzialmente giusto. La Lazio lascia sfogare il Milan che non si rende mai pericoloso e poi, come sabato scorso, lentamente cresce e prende il comando del centrocampo. Il che non è da stupirsi vista la nullità del centrocampo rossonero. Il Milan va in vantaggio con una fiammata. Poi incredibilmente invece di sfruttare palleggio e contropiede la Lazio la aggredisce come si farebbe con una neopromossa qualsiasi e pareggia meritatamente e rischia anche di vincere. Il Milan arranca e le stelle non brillano, anzi sono parecchio appannate. Abbiati il migliore dei suoi la dice lunga. Un bene per Berlusconi che non stia più pensando a elezioni.
Muslera 6. Goffo nell'uscita che porta al gol del Milan. Attento per il resto.
Cavanda 6.5. Sovrasta Ronaldinho, se glielo avessero detto poco tempo fa non ci avrebbe mai creduto.
Biava 6. Soffre Ibrahimovic, che gli scappa una sola volta.
Radu 6. Bravo a far girare a vuoto Boateng.
Dias 6. Ne servono due per Ibrahimovic e con Biava lotta e limita i pericoli.
Hernanes 7. Timido all'inizio e un po' fumoso, esce alla distanza. Quando poi deve attaccare la difesa è devastante. Se gli attaccanti fossero all'altezza dei centrocampisti che ha intorno farebbe della Lazio una squadra fortissima.
Foggia 6. Non esaltante in fase offensiva ma da quella parte non passa nessuno.
Mauri 6. Ha un'occasione d'oro per andare in vantaggio ma la spreca. Lotta ma non brilla.
Ledesma 6.5. Domina a centrocampo. Polmoni e piedi fini. L'anima della Lazio.
Brocchi 6.5. E' ovunque. Fondamentale per la supremazia a centrocampo. Gladiatorio.
Floccari 6. Poco servito sullo 0-0 e molto isolato. Quando serve però è presente e segna un gol pesantissimo.
Rocchi 6. Con la sua entrata l'attacco della Lazio inizia ad esistere. Ha anche una grande occasione per quello che sarebbe potuto essere un meritato vantaggio.
Zarate 6. Quando entra mette più apprensione sulla sinistra. E dalla sua parte la Lazio è pericolosa e segna.
Lichtsteiner s.v.
Reja 6.5. Imbriglia benissimo il Milan per tutto il primo tempo e buona parte del secondo. Poi quando va in svantaggio (immeritatamente) osa di più e ha la fortuna che il Milan difensivamente non esiste.
-------------------
Abbiati 7. Ottime parate, sempre attento, prende un gol imparabile. Il migliore dei suoi.
Thiago Silva 6. L'unico a non perdere la testa dietro. Una voce nel deserto.
Zambrotta 5. Prende una traversa, ma prima e poi nulla.
Nesta 5. Regge nel primo tempo, quando nessuno gli si presenta davanti, crolla appena la Lazio attacca.
Abate 5.5. Cerca di fare il terzino, ma non è certo Cabrini. Almeno corre, che già nel Milan è molto.
Pirlo 5. Il fantasma del giocatore che è stato.
Boateng 5.5. Inizia bene, molto volitivo. Poi però cala e gira a vuoto. Incredibile errore nel finale che avrebbe potuto far vincere la partita.
Seedorf 5. Troppi errori e sprechi. Il solo assist non basta a salvare la sua prestazione. Dovrebbe dare brio e invece è una bella statuina come gli altri.
Gattuso 6. Corre e lotta come da anni. Ma inutilmente.
Ibrahimovic 6. Sufficienza politica per il gol quando la mette dentro con uno scatto sul filo del fuorigioco. Per il resto è imbrigliato dalla difesa della Lazio. Punto di riferimento dentro l'area ma non supportato dagli inserimenti dei compagni.
Ronaldinho 4. Potrebbe forse fare il giocatore di calcetto. Immobile.
Flamini 5.5. Dovrebbe dare corsa e solidità e invece poi il Milan crolla.
Antonini s.v.
Robinho s.v.
Allegri 6. Schiera solo due stelle su quattro, cosa che rischierà forse di fargli perdere il posto visti i decreti presidenziali che obbligano alle quattro stelle. Certo se questi sono i giocatori più in forma i 5 punti (in 4 partite) sono un miracolo. Schiera una formazione logica ma poi quando è in vantaggio incredibilmente si fa mettere sotto.
mercoledì 22 settembre 2010
sabato 18 settembre 2010
Fiorentina - Lazio
Lazio vincitrice a Firenze, in rimonta. Dopo un inizio veemente dei viola che sembrano poter dilagare con il predominio sulle fasce, piano piano, tranquillamente e testardamente, la Lazio prende il controllo del centrocampo. Pareggia e iniza il suo dominio che si concretizza con il gol vittoria nella ripresa. Nel finale la Fiorentina cerca di pareggiare spinta solo dalla volontà ma con poca lucidità. Vittoria meritata per Eddy Reja.
Frey 5. Colpevole sul primo gol che rimette in gara la Lazio.
Kroldrup 6. Inizia mettendo pressione alla difesa laziale sui calci d'angolo. Poi difende e nulla più.
De Silvestri 5.5. Inizia bene, ma poi quando trova Mauri e Hernanes dalla sua parte barcolla. Non regge la fascia difensivamente né con Curci né con Marchionni.
Gamberini 6. Uno dei pochi che si salva. Ma quando il centrocampo tracolla i difensori da soli possono poco.
Pasqual 5. Non supporta Vargas quando c'era da spingere, soffre Rocchi nella ripresa. Impacciato.
Zanetti 5. Il duo di centrocampo non funziona. Perso.
Cerci 6.5. Grande furore offensivo, merito suo il vantaggio (su un mezzo rigore). Poi insiste rendendosi pericoloso. Lascia scoperto il centrocampo e viene sostituito.
Montolivo 4.5. Dovrebbe essere il faro della squadra. Invece non azzecca un passaggio. Travolto dalla superiorità tecnica e tattica del centrocampo laziale.
Vargas 6. Inizia molto bene ed è sempre uno dei più pericolosi dei suoi. Peccato che i suoi cross non siano sfruttati da nessuno.
Ljajic 6. Si muove molto ed è molto dinamico. Poco supportato da Gilardino, si appanna alla distanza ed esce.
Gilardino 5. Inesistente. Pensare che il centravanti titolare della nazionale viene neutralizzato dai due centrali della Lazio dovrebbe far riflettere.
Marchionni 6. Cerca di equilibrare il centrocampo ed è anche pericoloso a destra. Uno degli ultimi ad arrendersi ma non basta.
Babacar 5. Entra e ha subito una ghiotta occasione per pareggiare ma la spreca malamente.
Mihaijlovic 5. Mette in campo una squadra con due esterni molto larghi che all'inizio sembra poter avere la meglio su una Lazio macchinosa. Ma con il tempo il suo centrocampo leggero viene sobissato dalla Lazio, sia in quantità sia in tecnica. La squadra alla fine sembra attonita, il che è la cosa più preoccupante se vuole continuare a sedere sulla rovente panchina viola.
----------
Muslera 6. Questa volta non fa il para-rigori. Per il resto poco impegnato.
Radu 6.5. Soffre Cerci ma poi alla distanza prende le misure, prende coraggio e si fa vedere bene anche avanti.
Dias 6. Inizio un po' in affanno ma poi acquista sicurezza.
Lichtsteiner 6.5. Bravo e puntuale. Dalla sua ha Vargas che all'inizio gli scappa ma poi lo contiene e si rende anche pericoloso sulla fascia.
Biava 6.5. Imprigiona Gilardino ed è anche pericoloso in avanti.
Bresciano 6.5. Diligente a sinistra, meglio poi a destra.
Mauri 7. Inizia in sordina, finisce da dominatore.
Ledesma 7. Uno dei padroni del centrocampo. Trova un gol meritato.
Matuzalem 6.5. Buona l'intesa con Ledesma. In due non fanno vedere palla ai viola.
Hernanes 6.5. Qualche volta troppo lezioso, grazie alla struttura messa in campo da Reja questo suo difetto riesce a diventare un pregio. Come nel gol del vantaggio.
Rocchi 6. A volte isolato, bravo nel gioco di sponda e nel reggere il peso dell'attacco.
Brocchi 6.5. Entra nel secondo tempo, si installa a destra e prende possesso della sua zona.
Kozak 7. Si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Alla prima occasione non sbaglia.
Reja 8. Imbriglia la Fiorentina con un centrocampo folto ma dai piedi buoni. Prende così lentamente il controllo della partita. Perfetto.
Frey 5. Colpevole sul primo gol che rimette in gara la Lazio.
Kroldrup 6. Inizia mettendo pressione alla difesa laziale sui calci d'angolo. Poi difende e nulla più.
De Silvestri 5.5. Inizia bene, ma poi quando trova Mauri e Hernanes dalla sua parte barcolla. Non regge la fascia difensivamente né con Curci né con Marchionni.
Gamberini 6. Uno dei pochi che si salva. Ma quando il centrocampo tracolla i difensori da soli possono poco.
Pasqual 5. Non supporta Vargas quando c'era da spingere, soffre Rocchi nella ripresa. Impacciato.
Zanetti 5. Il duo di centrocampo non funziona. Perso.
Cerci 6.5. Grande furore offensivo, merito suo il vantaggio (su un mezzo rigore). Poi insiste rendendosi pericoloso. Lascia scoperto il centrocampo e viene sostituito.
Montolivo 4.5. Dovrebbe essere il faro della squadra. Invece non azzecca un passaggio. Travolto dalla superiorità tecnica e tattica del centrocampo laziale.
Vargas 6. Inizia molto bene ed è sempre uno dei più pericolosi dei suoi. Peccato che i suoi cross non siano sfruttati da nessuno.
Ljajic 6. Si muove molto ed è molto dinamico. Poco supportato da Gilardino, si appanna alla distanza ed esce.
Gilardino 5. Inesistente. Pensare che il centravanti titolare della nazionale viene neutralizzato dai due centrali della Lazio dovrebbe far riflettere.
Marchionni 6. Cerca di equilibrare il centrocampo ed è anche pericoloso a destra. Uno degli ultimi ad arrendersi ma non basta.
Babacar 5. Entra e ha subito una ghiotta occasione per pareggiare ma la spreca malamente.
Mihaijlovic 5. Mette in campo una squadra con due esterni molto larghi che all'inizio sembra poter avere la meglio su una Lazio macchinosa. Ma con il tempo il suo centrocampo leggero viene sobissato dalla Lazio, sia in quantità sia in tecnica. La squadra alla fine sembra attonita, il che è la cosa più preoccupante se vuole continuare a sedere sulla rovente panchina viola.
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Muslera 6. Questa volta non fa il para-rigori. Per il resto poco impegnato.
Radu 6.5. Soffre Cerci ma poi alla distanza prende le misure, prende coraggio e si fa vedere bene anche avanti.
Dias 6. Inizio un po' in affanno ma poi acquista sicurezza.
Lichtsteiner 6.5. Bravo e puntuale. Dalla sua ha Vargas che all'inizio gli scappa ma poi lo contiene e si rende anche pericoloso sulla fascia.
Biava 6.5. Imprigiona Gilardino ed è anche pericoloso in avanti.
Bresciano 6.5. Diligente a sinistra, meglio poi a destra.
Mauri 7. Inizia in sordina, finisce da dominatore.
Ledesma 7. Uno dei padroni del centrocampo. Trova un gol meritato.
Matuzalem 6.5. Buona l'intesa con Ledesma. In due non fanno vedere palla ai viola.
Hernanes 6.5. Qualche volta troppo lezioso, grazie alla struttura messa in campo da Reja questo suo difetto riesce a diventare un pregio. Come nel gol del vantaggio.
Rocchi 6. A volte isolato, bravo nel gioco di sponda e nel reggere il peso dell'attacco.
Brocchi 6.5. Entra nel secondo tempo, si installa a destra e prende possesso della sua zona.
Kozak 7. Si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Alla prima occasione non sbaglia.
Reja 8. Imbriglia la Fiorentina con un centrocampo folto ma dai piedi buoni. Prende così lentamente il controllo della partita. Perfetto.
venerdì 17 settembre 2010
Sarkozy, Rom, Repulsioni
Sarkozy "caccia" i Rom, gli zingari, i nomadi. Rom, rumeni, popoli slavi. Molto differenti per storia, religione, lingua eppure accomunati nell'immaginario occidentale.
Le "istituzioni" europee stigmatizzano (giustamente) questo atteggiamento che, senza mezzi termini, è razzista e prevaricatore. Proto-nazista. E' sempre infatti bene ricordare che le popolazioni zingare sono state decimate dal nazi-fascismo. La persecuzione contro di loro non è stata seconda a quella contro gli ebrei. Eppure nell'immaginario occidentale gli ebrei sono riusciti, fortunatamente e giustamente, ad "uscire dal ghetto culturale" in cui li avevano condotti secoli di stigmatizzazioni religiose e sociali (gli ebrei non erano solo "deicidi" ma anche "usurai", "commercianti", "ricchi sulle spalle degli altri"). Al contrario gli zingari sono sempre restati ai margini, in una nebulosa confusa di etnie, lingue, religioni. Ci sono zingari con la nazionalità italiana e spagnola, anzi con qualcosa di diverso di una nazionalità. Con l’abitudine a vivere nelle terre d’Italia e Spagna vagando come clan, come gruppo. Ci sono poi zingari dell’Est. Zingari, Rom, nomadi. Per definizione, ma più per gli eventi della storia senza una nazionalità forte a preservarli formalmente, pur accomunati dall’emarginazione. Popolo, anzi popoli, senza stato. Per questo quando le nazioni si ripiegano su loro stesse e cercano un nemico per identificarsi e non possono sfogare la propria frustrazioni in guerre tra nazioni allora si genera il disagio verso i corpi estranei che possono definire al proprio interno. Un corpo estraneo che in questo caso non è minoranza nazionale all’interno di una nazione e per questo ancora più debole. Non sono i Baschi di Spagna o gli Ungheresi di Slovacchia. Sono una non-nazione. E sono anche persone che vivono separati non solo dal concetto di stato-nazione (ma non di comunità, anzi sono molto più “con” nel quotidiano di tanti abitanti delle grandi metropoli del luminoso occidente) ma anche da quello di residenzialità. Nomadi che si confondono con poveri. Nomadi e poveri, anzi, uno affianco all’altro, spesso forzatamente. E non poche sono infatti le tensioni tra i gruppi che involontariamente si ritrovano gli uni sugli altri. Guerre tra poveri, echi di scontri secolari tra popoli. Con nazioni perse o senza nazioni. Infatti la guerra dei benpensanti ai cosiddetti Rom è la repulsione verso un diverso che è vicino. Contro una delle possibile strade che avremmo potuto perdere. E’ anche la repulsione verso il povero, verso chi non è inserito nella società. Non distinguendo chi ha una storia secolare di nomadismo e chi è semplicemente povero, disperato, che viene nella ricca parte d’Europa per fare il muratore, per vivere, mangiare, e trova da dormire sotto un ponte, in una stazione, negli anfratti dimenticati delle città, in quella zona di frontiera tra i centri cittadini fatti di antichi palazzi e le periferie delle ridenti villette autonome.
Rifiutati da tutti, senza esclusioni. Per questo, Sarkozy e Berlusconi possono contravvenire al politically correct perbenista, possono prendersi senza alzare un sopracciglio gli attacchi e le critiche di Barroso, della Merkel, di una commissaria europea che viene da un paese ultra-ricco come il Lussemburgo. Infatti, lavatasi la coscienza con una critica, chi veramente difenderà i Rom, gli zingari, i nomadi, i poveri, i senza casa? Chi accetterà che il nostro sistema può produrre nel suo seno le bidonvilles che sembrano esotiche manifestazioni di Africa, Asia, Sud America? Qualche gruppo isolato sicuramente, e meritevolmente. Ruota di scorta della coscienza di una società che nel profondo ha bisogno di vedere i paletti che la identificano e riconosce gli zingari come al di là del confine che definisce il proprio essere.
Sarkozy e Berlusconi sanno bene che le società occidentale sentono “repulsione” verso il mondo vasto degli zingari. Chi quando sale in autobus non si tocca istintivamente la tasca dove ha riposto il portafogli, o non stringe la borsa, quando un bambino zingaro sale in vettura? Chi non prova sollievo quando una mamma, giovanissima, vestita con larghe gonne sovrapposte e un bambino che allatta, non ci si siede affianco ma passa oltre? Pochi forse lo ammetteranno in pubblico, e questo non è diverso dall’ipocrisia di Barroso, Merkel, Reding, ma non provoca disagio la povertà? Non provoca disagio la vita nomade? Nomadi, zingari. Vivere senza casa, in movimento. Un ideale romantico che frana in baracche, roulottes, sporcizia.
Repulsione. Qualcuno ha detto che quando proviamo nei confronti di qualcosa una repulsione e un disgusto fisiologico, spesso è perché questo è la proiezione negativa dell’immagine di noi stessi. Negativa rispetto al nostro schema di valori: lavoro, casa, igiene, benessere. Ma anche negativa rispetto a un fondo di delusione. Il sogno romantico dell’avventura che finisce in rivoli maleodoranti tra fango e lamiere. Il disagio che provochiamo verso zingari e poveri all’interno della nostra società, disagio che spesso si tramuta in violenza, che viene dal profondo di noi stessi, individualmente e collettivamente. Il “pericolo” viene trasfigurato in paura per le cose, per furti, violenze (ricordiamo la violenza del rumeno a Roma che fece pendere definitivamente la bilancia verso Alemanno?) da chi sapientemente manipola l’opinione pubblica, sapendo che nel profondo ci sono paura e disagio, repulsione, che vengono da lontano. Dalla definizione stessa di “normalità” che ci siamo dati come società benestante occidentale.
Repulsioni che facilmente, inevitabilmente, diventano espulsioni. Nell’inevitabile silenzio collettivo.
Le "istituzioni" europee stigmatizzano (giustamente) questo atteggiamento che, senza mezzi termini, è razzista e prevaricatore. Proto-nazista. E' sempre infatti bene ricordare che le popolazioni zingare sono state decimate dal nazi-fascismo. La persecuzione contro di loro non è stata seconda a quella contro gli ebrei. Eppure nell'immaginario occidentale gli ebrei sono riusciti, fortunatamente e giustamente, ad "uscire dal ghetto culturale" in cui li avevano condotti secoli di stigmatizzazioni religiose e sociali (gli ebrei non erano solo "deicidi" ma anche "usurai", "commercianti", "ricchi sulle spalle degli altri"). Al contrario gli zingari sono sempre restati ai margini, in una nebulosa confusa di etnie, lingue, religioni. Ci sono zingari con la nazionalità italiana e spagnola, anzi con qualcosa di diverso di una nazionalità. Con l’abitudine a vivere nelle terre d’Italia e Spagna vagando come clan, come gruppo. Ci sono poi zingari dell’Est. Zingari, Rom, nomadi. Per definizione, ma più per gli eventi della storia senza una nazionalità forte a preservarli formalmente, pur accomunati dall’emarginazione. Popolo, anzi popoli, senza stato. Per questo quando le nazioni si ripiegano su loro stesse e cercano un nemico per identificarsi e non possono sfogare la propria frustrazioni in guerre tra nazioni allora si genera il disagio verso i corpi estranei che possono definire al proprio interno. Un corpo estraneo che in questo caso non è minoranza nazionale all’interno di una nazione e per questo ancora più debole. Non sono i Baschi di Spagna o gli Ungheresi di Slovacchia. Sono una non-nazione. E sono anche persone che vivono separati non solo dal concetto di stato-nazione (ma non di comunità, anzi sono molto più “con” nel quotidiano di tanti abitanti delle grandi metropoli del luminoso occidente) ma anche da quello di residenzialità. Nomadi che si confondono con poveri. Nomadi e poveri, anzi, uno affianco all’altro, spesso forzatamente. E non poche sono infatti le tensioni tra i gruppi che involontariamente si ritrovano gli uni sugli altri. Guerre tra poveri, echi di scontri secolari tra popoli. Con nazioni perse o senza nazioni. Infatti la guerra dei benpensanti ai cosiddetti Rom è la repulsione verso un diverso che è vicino. Contro una delle possibile strade che avremmo potuto perdere. E’ anche la repulsione verso il povero, verso chi non è inserito nella società. Non distinguendo chi ha una storia secolare di nomadismo e chi è semplicemente povero, disperato, che viene nella ricca parte d’Europa per fare il muratore, per vivere, mangiare, e trova da dormire sotto un ponte, in una stazione, negli anfratti dimenticati delle città, in quella zona di frontiera tra i centri cittadini fatti di antichi palazzi e le periferie delle ridenti villette autonome.
Rifiutati da tutti, senza esclusioni. Per questo, Sarkozy e Berlusconi possono contravvenire al politically correct perbenista, possono prendersi senza alzare un sopracciglio gli attacchi e le critiche di Barroso, della Merkel, di una commissaria europea che viene da un paese ultra-ricco come il Lussemburgo. Infatti, lavatasi la coscienza con una critica, chi veramente difenderà i Rom, gli zingari, i nomadi, i poveri, i senza casa? Chi accetterà che il nostro sistema può produrre nel suo seno le bidonvilles che sembrano esotiche manifestazioni di Africa, Asia, Sud America? Qualche gruppo isolato sicuramente, e meritevolmente. Ruota di scorta della coscienza di una società che nel profondo ha bisogno di vedere i paletti che la identificano e riconosce gli zingari come al di là del confine che definisce il proprio essere.
Sarkozy e Berlusconi sanno bene che le società occidentale sentono “repulsione” verso il mondo vasto degli zingari. Chi quando sale in autobus non si tocca istintivamente la tasca dove ha riposto il portafogli, o non stringe la borsa, quando un bambino zingaro sale in vettura? Chi non prova sollievo quando una mamma, giovanissima, vestita con larghe gonne sovrapposte e un bambino che allatta, non ci si siede affianco ma passa oltre? Pochi forse lo ammetteranno in pubblico, e questo non è diverso dall’ipocrisia di Barroso, Merkel, Reding, ma non provoca disagio la povertà? Non provoca disagio la vita nomade? Nomadi, zingari. Vivere senza casa, in movimento. Un ideale romantico che frana in baracche, roulottes, sporcizia.
Repulsione. Qualcuno ha detto che quando proviamo nei confronti di qualcosa una repulsione e un disgusto fisiologico, spesso è perché questo è la proiezione negativa dell’immagine di noi stessi. Negativa rispetto al nostro schema di valori: lavoro, casa, igiene, benessere. Ma anche negativa rispetto a un fondo di delusione. Il sogno romantico dell’avventura che finisce in rivoli maleodoranti tra fango e lamiere. Il disagio che provochiamo verso zingari e poveri all’interno della nostra società, disagio che spesso si tramuta in violenza, che viene dal profondo di noi stessi, individualmente e collettivamente. Il “pericolo” viene trasfigurato in paura per le cose, per furti, violenze (ricordiamo la violenza del rumeno a Roma che fece pendere definitivamente la bilancia verso Alemanno?) da chi sapientemente manipola l’opinione pubblica, sapendo che nel profondo ci sono paura e disagio, repulsione, che vengono da lontano. Dalla definizione stessa di “normalità” che ci siamo dati come società benestante occidentale.
Repulsioni che facilmente, inevitabilmente, diventano espulsioni. Nell’inevitabile silenzio collettivo.
mercoledì 15 settembre 2010
Bayern - Roma
La Roma va a Monaco per difendersi, con una formazione compatta. Un buon primo tempo dove imbriglia il Bayern senza concedere troppo. Nel secondo arretra troppo il baricentro e la capitolazione è inevitabile. Certo questa squadra è troppo fuori posto per l'Europa. Ha la fortuna di avere un girone non difficilissimo (sulla carta), ma è chiaro ad allenatore e giocatori che non potranno andare molto avanti. Vale la pena quindi sfruttare queste partite per riassettare la squadra tatticamente e caratterialmente con una certa tranquillità. Per ora il ritorno al 442 potrebbe non essere una cattiva idea, anche in chiave campionato. Il problema è che se si deve far giocare Totti ad ogni costo (per motivi interni o per assenza di alternative) nessun modulo può sopperire alla mancanza di un giocatore.
Butt 6.5. Poco impegnato ma pronto di riflessi quando serve.
Van Buyten 6. Non deve fare molto, però quelle poche volte gli attaccanti della Roma pungono.
Lahm 5.5. Non avendo nulla da difendere dovrebbe spingere. E invece arranca.
Contento 6.5. Il Bayern è solo la fascia sinistra nel primo tempo. Nel secondo continua a spingere e a fare gioco dalla sua parte.
Badstuber 6.5. Difende e offende quando serve.
Van Bommel 6. Passaggetti, passaggetti, con l'impressione di girare a vuoto.
Schweinsteiger 6.5. Il motore del centrocampo, si appanna un po' a metà gara ma poi esce alla distanza. E non si tira mai indietro quando c'è da tirare da fuori.
Altintop 6.5. E' la spina nel fianco della Roma del primo tempo. Nel secondo a destra non lo è altrettanto.
Kroos 6. Invisibile nel primo tempo, velenoso nel secondo.
Muller 6.5. Fermato da Cassetti a destra nel primo tempo, nel secondo inizia a sinistra ed è il più pericoloso dei suoi. Ripassa a destra e trova un gran gol.
Olic 6. Esce e il Bayern rompe l'assedio.
Gomez 6. Pochi minuti intensi.
Klose 6.5. Uno scampolo di partita per cercare sempre il gol e trovarlo.
van Gaal 6. Il Bayern nel primo tempo attacca a vuoto. Nel secondo tempo scambia Muller e Altintop, il pericolo aumenta ma sempre e solo da un lato. I cambi lo premiano.
-------
Julio Sergio 6. Poco impegnato nel primo tempo, ma non troppo sicuro. Si esalta nel secondo tempo ma poi capitola e non è incolpevole sul secondo gol.
Juan 6. Difende, difende, con puntualità e fisicità.
Cassetti 5.5 Bene nel primo tempo a non fare schiacciare la squadra. Nel secondo non riesce a fare altrettanto.
Burdisso 6. Un po' in affanno, regge per quello che può.
Rosi 6. Bucato un po' troppo ma regge all'esordio con carattere. Buone progressioni in attacco.
Pizarro 6. Mediano e regista. Bene per un tempo e mezzo.
Brighi 5. Pochi lo ricorderanno in campo.
Perrotta 6. Lotta a centrocampo ma cala troppo alla distanza.
De Rossi 5. Confuso genera confusione in mezzo al campo.
Totti 5. Inconludente e irritante.
Borriello 6. Isolato in avanti, nel primo tempo è il più pericoloso attaccante in campo (giocatori tedeschi compresi). Nel secondo ha un'occasione per il pareggio di quelle che non si dovrebbero sbagliare.
Menez s.v.
Ranieri 5.5. Torna al sicuro 442 e la Roma imbriglia il Bayern per un tempo. Poi arretra troppo il baricentro. Non cambia nulla, eppure la squadra avrebbe bisogno di aria fresca. Certo a vedere chi sta in panchina non gli si possono dare troppe colpe. Ma qualcuna comunque sì.
Butt 6.5. Poco impegnato ma pronto di riflessi quando serve.
Van Buyten 6. Non deve fare molto, però quelle poche volte gli attaccanti della Roma pungono.
Lahm 5.5. Non avendo nulla da difendere dovrebbe spingere. E invece arranca.
Contento 6.5. Il Bayern è solo la fascia sinistra nel primo tempo. Nel secondo continua a spingere e a fare gioco dalla sua parte.
Badstuber 6.5. Difende e offende quando serve.
Van Bommel 6. Passaggetti, passaggetti, con l'impressione di girare a vuoto.
Schweinsteiger 6.5. Il motore del centrocampo, si appanna un po' a metà gara ma poi esce alla distanza. E non si tira mai indietro quando c'è da tirare da fuori.
Altintop 6.5. E' la spina nel fianco della Roma del primo tempo. Nel secondo a destra non lo è altrettanto.
Kroos 6. Invisibile nel primo tempo, velenoso nel secondo.
Muller 6.5. Fermato da Cassetti a destra nel primo tempo, nel secondo inizia a sinistra ed è il più pericoloso dei suoi. Ripassa a destra e trova un gran gol.
Olic 6. Esce e il Bayern rompe l'assedio.
Gomez 6. Pochi minuti intensi.
Klose 6.5. Uno scampolo di partita per cercare sempre il gol e trovarlo.
van Gaal 6. Il Bayern nel primo tempo attacca a vuoto. Nel secondo tempo scambia Muller e Altintop, il pericolo aumenta ma sempre e solo da un lato. I cambi lo premiano.
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Julio Sergio 6. Poco impegnato nel primo tempo, ma non troppo sicuro. Si esalta nel secondo tempo ma poi capitola e non è incolpevole sul secondo gol.
Juan 6. Difende, difende, con puntualità e fisicità.
Cassetti 5.5 Bene nel primo tempo a non fare schiacciare la squadra. Nel secondo non riesce a fare altrettanto.
Burdisso 6. Un po' in affanno, regge per quello che può.
Rosi 6. Bucato un po' troppo ma regge all'esordio con carattere. Buone progressioni in attacco.
Pizarro 6. Mediano e regista. Bene per un tempo e mezzo.
Brighi 5. Pochi lo ricorderanno in campo.
Perrotta 6. Lotta a centrocampo ma cala troppo alla distanza.
De Rossi 5. Confuso genera confusione in mezzo al campo.
Totti 5. Inconludente e irritante.
Borriello 6. Isolato in avanti, nel primo tempo è il più pericoloso attaccante in campo (giocatori tedeschi compresi). Nel secondo ha un'occasione per il pareggio di quelle che non si dovrebbero sbagliare.
Menez s.v.
Ranieri 5.5. Torna al sicuro 442 e la Roma imbriglia il Bayern per un tempo. Poi arretra troppo il baricentro. Non cambia nulla, eppure la squadra avrebbe bisogno di aria fresca. Certo a vedere chi sta in panchina non gli si possono dare troppe colpe. Ma qualcuna comunque sì.
domenica 12 settembre 2010
Senza difese
Valanghe di gol negli anticipi del sabato (2 a Cesena, del Cesena sul Milan, storiche, 3 a Milano e ben 6 nella goleada di Cagliari), i 5 gol della novità della partita dell'ora di pranzo, anche il pomeriggio (e il posticipo) ci hanno regalato tanti (troppi?) gol. Un solo 1-0 ai confini della penisola e nessun pareggio a reti inviolate. Non molto tempo fa uno stratega del calcio diceva che lo 0-0 era il risultato perfetto. Di perfezione (soprattutto in difesa) se n'è vista ben poco.
E i risultati altalenanti, le sorprese, sono frutto di difese allo sbando. Così se l'Inter può prendere gol di testa (e vista la stazza dei suoi centrali è qualcosa che ha dell'incredibile) ma riesce a recuperare con centrocampo e soprattutto con il duo Sneijder-Eto'o, non altrettanto riesce a fare il Milan. Senza Nesta dietro è un colabrodo. Davanti è fermata da "arbitri di sinistra" e giocatori messi insieme in fretta e furia guardando più alle urne che ai prati. Le gerarchie si devono ancora capire, si deve capire quanto il tracollo della Roma sia dovuto ad una serata di follia o quanto i problemi (anche qui soprattutto difensivi) siano strutturali. Altre squadre come Palermo, Udinese, Genoa, che hanno cambiato molti giocatori pescando dalla riserva misteriosa di campionati oscuri (che talvolta riservano fenomeni, spesso però solo giocatori medi) sono indietro ma difficile dire se faranno bene o male.
Un inizio che, come sempre, può dare poche indicazioni. L'Inter non gioca bene ma vince, il Milan doveva essere stellare ma è fermato da una serata di fine estate in riviera. La Juve è troppo preda del suo senatore Del Piero: bastava vederne la faccia quando gli hanno chiesto di un possibile arrivo di Cassano. Nero di rabbia. Vanno bene le squadre organizzate quando non trovano giocatori di grande classe organizzati o senza particolare verve.
Le difese inesistenti hanno il merito di portare valanghe di gol e di incertezze, di tenere viva l'attenzione su una giornata che si trascina su mille orari differenti. Tanti 0-0 sparsi su 5 turni sarebbero stati insostenibili seppur perfetti tecnicamente. Ma la perfezione tattica non fa spettacolo e lo spettacolo porta avanti la baracca.
Tutto perfetto quindi. O quasi.
E i risultati altalenanti, le sorprese, sono frutto di difese allo sbando. Così se l'Inter può prendere gol di testa (e vista la stazza dei suoi centrali è qualcosa che ha dell'incredibile) ma riesce a recuperare con centrocampo e soprattutto con il duo Sneijder-Eto'o, non altrettanto riesce a fare il Milan. Senza Nesta dietro è un colabrodo. Davanti è fermata da "arbitri di sinistra" e giocatori messi insieme in fretta e furia guardando più alle urne che ai prati. Le gerarchie si devono ancora capire, si deve capire quanto il tracollo della Roma sia dovuto ad una serata di follia o quanto i problemi (anche qui soprattutto difensivi) siano strutturali. Altre squadre come Palermo, Udinese, Genoa, che hanno cambiato molti giocatori pescando dalla riserva misteriosa di campionati oscuri (che talvolta riservano fenomeni, spesso però solo giocatori medi) sono indietro ma difficile dire se faranno bene o male.
Un inizio che, come sempre, può dare poche indicazioni. L'Inter non gioca bene ma vince, il Milan doveva essere stellare ma è fermato da una serata di fine estate in riviera. La Juve è troppo preda del suo senatore Del Piero: bastava vederne la faccia quando gli hanno chiesto di un possibile arrivo di Cassano. Nero di rabbia. Vanno bene le squadre organizzate quando non trovano giocatori di grande classe organizzati o senza particolare verve.
Le difese inesistenti hanno il merito di portare valanghe di gol e di incertezze, di tenere viva l'attenzione su una giornata che si trascina su mille orari differenti. Tanti 0-0 sparsi su 5 turni sarebbero stati insostenibili seppur perfetti tecnicamente. Ma la perfezione tattica non fa spettacolo e lo spettacolo porta avanti la baracca.
Tutto perfetto quindi. O quasi.
sabato 11 settembre 2010
Cagliari-Roma 5-1
Partita condizionata dal rigore più espulsione dopo solo 20'. Inizio spumeggiante ma equilibrato, con la Roma che sembrava, dopo il colpo iniziale del solito Daniele Conti (della serie le colpe dei figli non ricadano sui padri e sui suoi tifosi), essersi ripresa, con interessanti trame offensive tra Totti, Ménez e Pizarro. Poi in 10 la catastrofe giallorossa, a partire dal centrocampo e il Cagliari che sembra un gigante in tutti i reparti. Punteggio molto pesante, forse troppo.
Agazzi 7. Non facile avere personalità quando tutti sanno che è in campo perché così vuole Cellino. E ottime parate quando serve. E serve.
Canini 6.5. Tutto bene, anche se verso metà del secondo tempo si soffre in difesa. Regge e festeggia meritatamente.
Agostini 6.5. Borriello è isolato, soffre gli inserimenti di Perrotta. Gli levano Totti presto e non può che esserne contento.
Astori 6.5. Anche per lui una serata più facile del previsto.
Pisano 6.5. Oltre a difendere aiuta nella costruzione.
Conti 7.5. Gran tiro e gran gol. Poi si avventa sul pallone in area, 30 punti al ginocchio per far vincere la propria squadra. Decisivo anche se gioca solo 20 minuti.
Cossu 7.5. Assist a gogo. E' un po' troppo innamorato dei suoi dribbling, ma oggi glielo si può concedere.
Biondini 8. Regna sul centrocampo cagliaritano. Dirige vittoriosamente la squadra.
Nainggolan 7. Bravo, ordinato, geometrico.
Acquafresca 7.5. L'aria della Sardegna gli fa bene. Un gol di grande precisione.
Matri 8. Brilla come tutto l'attacco rossoblu e merita la doppietta.
Lazzari 6.5. Bravo a tenere i reparti, qualche sbavatura e inutile cattiveria quando difende.
Pinardi 6.5. Entra nel secondo tempo e aiuta a mantenere l'ordine.
Bisoli 7.5. Cagliari ben messo in campo, ma nemmeno nel più roseo dei suoi sogni poteva immaginare di essere dopo 20' in vantaggio per 2-1 e con un uomo in più.
----------------
Julio Sergio 5. Non sempre colpevole, ma mai decisivo.
Cassetti 5. Crolla con tutta la squadra.
Castellini s.v. Entra ed esce quando ancora non è successo nulla. E ne succederà.
Juan 4.5. Regge anche in inferiorità numerica ma poi non evita il tracollo.
Burdisso 4. Distrugge un ginocchio e una partita.
De Rossi 4.5. La grinta si dovrebbe avere nel momento del bisogno. Trova il pareggio ma poi entra in confusione completa.
Pizarro 5.5. Qualche passaggio illuminante poco sfruttato dai compagni e nulla più.
Ménez 5. Lezioso, la grinta non è il suo forte, tenta di pungere ma a stento pizzica.
Borriello 5. Isolato, prova a fare la boa per gli inserimenti dei compagni. Tentare non basta per riuscire.
Perrotta 5.5. E' lui che nel secondo tempo sembra poter riportare la Roma sotto. Non basta.
Totti 6. Gioca 20 minuti, un assist di tacco che sembra preludere ad una grande serata. Invece esce e la Roma crolla.
Rosi 5. Inizia bene ma poi crolla con tutta la squadra.
G. Burdisso 5. Non facile entrare a freddo, prendere il posto del fratello in 10 uomini e sotto di un gol. Riesce ad arginare all'inizio ma poi viene bucato a ripetizione.
Baptista s.v.
Ranieri 5. La Roma sembra ben messa all'inizio. Poi quando è in dieci uomini cerca di non far perdere la testa ai suoi ma non ci riesce.
Agazzi 7. Non facile avere personalità quando tutti sanno che è in campo perché così vuole Cellino. E ottime parate quando serve. E serve.
Canini 6.5. Tutto bene, anche se verso metà del secondo tempo si soffre in difesa. Regge e festeggia meritatamente.
Agostini 6.5. Borriello è isolato, soffre gli inserimenti di Perrotta. Gli levano Totti presto e non può che esserne contento.
Astori 6.5. Anche per lui una serata più facile del previsto.
Pisano 6.5. Oltre a difendere aiuta nella costruzione.
Conti 7.5. Gran tiro e gran gol. Poi si avventa sul pallone in area, 30 punti al ginocchio per far vincere la propria squadra. Decisivo anche se gioca solo 20 minuti.
Cossu 7.5. Assist a gogo. E' un po' troppo innamorato dei suoi dribbling, ma oggi glielo si può concedere.
Biondini 8. Regna sul centrocampo cagliaritano. Dirige vittoriosamente la squadra.
Nainggolan 7. Bravo, ordinato, geometrico.
Acquafresca 7.5. L'aria della Sardegna gli fa bene. Un gol di grande precisione.
Matri 8. Brilla come tutto l'attacco rossoblu e merita la doppietta.
Lazzari 6.5. Bravo a tenere i reparti, qualche sbavatura e inutile cattiveria quando difende.
Pinardi 6.5. Entra nel secondo tempo e aiuta a mantenere l'ordine.
Bisoli 7.5. Cagliari ben messo in campo, ma nemmeno nel più roseo dei suoi sogni poteva immaginare di essere dopo 20' in vantaggio per 2-1 e con un uomo in più.
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Julio Sergio 5. Non sempre colpevole, ma mai decisivo.
Cassetti 5. Crolla con tutta la squadra.
Castellini s.v. Entra ed esce quando ancora non è successo nulla. E ne succederà.
Juan 4.5. Regge anche in inferiorità numerica ma poi non evita il tracollo.
Burdisso 4. Distrugge un ginocchio e una partita.
De Rossi 4.5. La grinta si dovrebbe avere nel momento del bisogno. Trova il pareggio ma poi entra in confusione completa.
Pizarro 5.5. Qualche passaggio illuminante poco sfruttato dai compagni e nulla più.
Ménez 5. Lezioso, la grinta non è il suo forte, tenta di pungere ma a stento pizzica.
Borriello 5. Isolato, prova a fare la boa per gli inserimenti dei compagni. Tentare non basta per riuscire.
Perrotta 5.5. E' lui che nel secondo tempo sembra poter riportare la Roma sotto. Non basta.
Totti 6. Gioca 20 minuti, un assist di tacco che sembra preludere ad una grande serata. Invece esce e la Roma crolla.
Rosi 5. Inizia bene ma poi crolla con tutta la squadra.
G. Burdisso 5. Non facile entrare a freddo, prendere il posto del fratello in 10 uomini e sotto di un gol. Riesce ad arginare all'inizio ma poi viene bucato a ripetizione.
Baptista s.v.
Ranieri 5. La Roma sembra ben messa all'inizio. Poi quando è in dieci uomini cerca di non far perdere la testa ai suoi ma non ci riesce.
Pagelle Anticipi: Inter-Udinese 2-1
Inter - Udinese 1-1. Un'Inter leziosa, che fa il possesso palla ma non riesce a concretizzare se non su calci da fermo (corner e rigore). Vittoria di misura che può essere utile per dare fiducia nella strada verso una forma, fisica e tattica, che è ancora lontana. Buona prestazione dell'Udinese che non merita la sconfitta. Inizio di stagione che riserverà sorprese, come sempre dopo i mondiali. Se pensiamo che il Barcellona ha perso 2-0 in casa contro l'Hercules, questa vittoria striminzita ha un valore maggiore per i neroazzurri.
Julio Cesar 6.5. Incolpevole sul gol, sicuro negli interventi che una difesa non più granitaca concede all'Udinese.
Zanetti 5.5. A destra, poi a sinistra, poi (meglio) di nuovo a destra. Si sta reinnamorando (troppo) del pallone.
Chivu 5. Non si trova a suo agio come terzino-palleggiatore e difensivamente è dalla sua parte che Sanchez si infila ripetutamente creando tante occasioni da gol. Si sapeva che all'Inter servono terzini ...
Samuel 5. Il muro si fa bucare troppo. Prendere un gol di testa da parte dalla difesa più fisica del campionato non è buon segno.
Lucio 6. In difesa è lento come sempre. Ha il merito di segnare il primo gol in campionato dell'Inter. Quando davanti Milito sembra non esistere sapere che da dietro può venire il pericolo è sempre positivo.
Cambiasso 6. Ordinato, cerca di dare i tempi. Trasformare una squadra di contropiedisti e fisica in palleggiatori non è impresa facile. Prova a recitare la parte che gli è chiesta.
Mariga 6. Tenta di rispettare le consegne di creare un centrocampo di palleggiatori, da rivedere. Spreca un'occasione unica sull'1-1.
Snijder 6.5. Lui ed Eto'o fanno reparto in avanti. Non è al massimo della forma ma ci prova sempre.
Milito 4. Non pervenuto. Quando si ha questa forma è meglio restare a casa.
Eto'o 6.5. Ha chiesto di essere messo in condizioni di segnare ed è certamente l'attaccante più pericoloso. Fallisce dal dischetto ma segna sulla respinta un gol non facile. Il palo non è generoso con lui a 10' dalla fine.
Biabiany 5. Un terzo attaccante? Un fantasma sulla destra?
Cordoba 6. Entra e, seppur non più giovanissimo, dà dinamicità alla difesa troppo statica.
Pandev 5.5. Meglio di Biabiany, ma non brilla neanche lui.
Muntari s.v.
Benitez 5. Vuole far giocare la Germania come la Spagna. La strada è lunga. Un errore di Handanovic e una follia di Angella lo salvano. Mariga titolare potrebbe essere un esperimento da riprovare. Biabiany probabilmente no. Difficile poi segnare con un giocatore in meno in campo. Per ora Eto'o è il suo migliore alleato in campo. Deve trovarne altri altrettanto forti.
---------
Handanovic 5.5. Due uscite a vuoto nel primo tempo potevano costare molto caro all'Udinese. Passato il brutto inizio, si rifà nel secondo tempo. Respinge il rigore ma non basta per non perdere, Eto'o il gol lo voleva troppo.
Benatia 6. Sempre sotto pressione ma non cede.
Domizi 6. Ordinato come tutta la difesa dell'Udinese.
Zapata 6. Deve contenere Eto'o. Fatica ma riesce a limitare i danni.
Pasquale 5. Dalla sua parte non partivano certo pericoli, ma non affonda come avrebbe potuto.
Sanchez 7. Finché riesce a bucare Chivu è una sciabola sul fianco dell'Inter. Dalla sua parte troppi assist non sono finalizzati dagli attacanti.
Pinzi 6. Dal suo lato impazza Eto'o ma lui non si scompone troppo.
Asamoah 6. Recuperare palloni e ripartire.
Inler 6.5. Bravo a smistare i palloni nel centrocampo dell'Udinese.
Di Natale 5.5. Si agita, scatta, ma non è mai decisivo.
Floro Flores 6.5. Segnare di testa all'Inter non è impresa da tutti.
Angella 4. Entra per Pasquale, e colpisce un pallone quasi innocuo di mano regalando la vittoria all'Inter.
Corradi s.v.
Cuadrado s.v.
Guidolin 6. Udinese ben messa in campo, imbriglia l'Inter, gli concede il palleggio sapendo che non è la specialità dei nerazzurri. Bravo a sfruttare la corsia destra tenendo così sotto pressione i campioni d'Italia. Non merita la sconfitta.
Julio Cesar 6.5. Incolpevole sul gol, sicuro negli interventi che una difesa non più granitaca concede all'Udinese.
Zanetti 5.5. A destra, poi a sinistra, poi (meglio) di nuovo a destra. Si sta reinnamorando (troppo) del pallone.
Chivu 5. Non si trova a suo agio come terzino-palleggiatore e difensivamente è dalla sua parte che Sanchez si infila ripetutamente creando tante occasioni da gol. Si sapeva che all'Inter servono terzini ...
Samuel 5. Il muro si fa bucare troppo. Prendere un gol di testa da parte dalla difesa più fisica del campionato non è buon segno.
Lucio 6. In difesa è lento come sempre. Ha il merito di segnare il primo gol in campionato dell'Inter. Quando davanti Milito sembra non esistere sapere che da dietro può venire il pericolo è sempre positivo.
Cambiasso 6. Ordinato, cerca di dare i tempi. Trasformare una squadra di contropiedisti e fisica in palleggiatori non è impresa facile. Prova a recitare la parte che gli è chiesta.
Mariga 6. Tenta di rispettare le consegne di creare un centrocampo di palleggiatori, da rivedere. Spreca un'occasione unica sull'1-1.
Snijder 6.5. Lui ed Eto'o fanno reparto in avanti. Non è al massimo della forma ma ci prova sempre.
Milito 4. Non pervenuto. Quando si ha questa forma è meglio restare a casa.
Eto'o 6.5. Ha chiesto di essere messo in condizioni di segnare ed è certamente l'attaccante più pericoloso. Fallisce dal dischetto ma segna sulla respinta un gol non facile. Il palo non è generoso con lui a 10' dalla fine.
Biabiany 5. Un terzo attaccante? Un fantasma sulla destra?
Cordoba 6. Entra e, seppur non più giovanissimo, dà dinamicità alla difesa troppo statica.
Pandev 5.5. Meglio di Biabiany, ma non brilla neanche lui.
Muntari s.v.
Benitez 5. Vuole far giocare la Germania come la Spagna. La strada è lunga. Un errore di Handanovic e una follia di Angella lo salvano. Mariga titolare potrebbe essere un esperimento da riprovare. Biabiany probabilmente no. Difficile poi segnare con un giocatore in meno in campo. Per ora Eto'o è il suo migliore alleato in campo. Deve trovarne altri altrettanto forti.
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Handanovic 5.5. Due uscite a vuoto nel primo tempo potevano costare molto caro all'Udinese. Passato il brutto inizio, si rifà nel secondo tempo. Respinge il rigore ma non basta per non perdere, Eto'o il gol lo voleva troppo.
Benatia 6. Sempre sotto pressione ma non cede.
Domizi 6. Ordinato come tutta la difesa dell'Udinese.
Zapata 6. Deve contenere Eto'o. Fatica ma riesce a limitare i danni.
Pasquale 5. Dalla sua parte non partivano certo pericoli, ma non affonda come avrebbe potuto.
Sanchez 7. Finché riesce a bucare Chivu è una sciabola sul fianco dell'Inter. Dalla sua parte troppi assist non sono finalizzati dagli attacanti.
Pinzi 6. Dal suo lato impazza Eto'o ma lui non si scompone troppo.
Asamoah 6. Recuperare palloni e ripartire.
Inler 6.5. Bravo a smistare i palloni nel centrocampo dell'Udinese.
Di Natale 5.5. Si agita, scatta, ma non è mai decisivo.
Floro Flores 6.5. Segnare di testa all'Inter non è impresa da tutti.
Angella 4. Entra per Pasquale, e colpisce un pallone quasi innocuo di mano regalando la vittoria all'Inter.
Corradi s.v.
Cuadrado s.v.
Guidolin 6. Udinese ben messa in campo, imbriglia l'Inter, gli concede il palleggio sapendo che non è la specialità dei nerazzurri. Bravo a sfruttare la corsia destra tenendo così sotto pressione i campioni d'Italia. Non merita la sconfitta.
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