mercoledì 11 aprile 2012

Tabacco da masticare?



Non ci crederete, ma pare che il tabacco da masticare (sì proprio quello che prende Clint Eastwood nei film di Sergio Leone) sia ritornando in voga negli USA, e non solo presso i giocatori di baseball, a causa delle leggi contro il fumo. E non solo presso molti che vogliono smettere di fumare (o che non possono fumare per molte ore, come nei mezzi pubblici, o nei posti di lavoro) ma anche presso i giovani. Certo si sono inventati un modo un po' meno rozzo, insomma non bisogna masticare e sputare uno schifoso miscuglio di saliva e tabacco che renderebbe poco "sociale" chi si lancia in questa pratica, grazie a delle "comode" pastiglie.

Ebbene Silvia Balbo, ricercatrice qui all'Università del Minnesota, ha scoperto che anche nel tabacco da masticare (e mi pare anche in quello da fiuto) ci sono delle sostanze cancerogene che possono indurre tumore delle vie orali.

Brava Silvia, potete leggere la sua intervista niente meno che su Men's Health!
E tutti stiamo immaginando Obama che sul comodino (o in bagno) sfoglia la sua bella rivista per far piacere a Michelle e potrà leggere che se prende anche lui il tabacco da masticare, bhe non è proprio salutare ...

domenica 8 aprile 2012

Dinamica nella carriera



E' uscito questo interessante articolo su PNAS a proposito delle carriere accademiche, dei criteri di valutazione, del sistema delle tenure e delle altre "short-term positions" e come queste si evolvono rispetto a chi invece è solido e da molti anni nel sistema. Argomenti molto d'attualità oramai non solo in USA ma anche in Italia (vedi la voce "riforma Gelmini").

Allora ho fatto gli stessi grafici della figura 1 dell'articolo su di me, ottenendo un esponente di 1.64 (immaginando una relazione del tipo N = A*t^alpha) che non mi pare affatto male. Comunque su carriere più lunghe penso che questa analisi dinamica non sia sufficiente (l'articolo poi si concentra in realtà su modelli statistici che descrivano bene l'insieme dei dati di gruppi di ricercatori), e ci vorrebbe una sorta di "funzione di correlazione".

Intanto vediamo di progredire anche nel 2012 perché anche noi "annoiati" funzionari vogliamo avere dei bei grafici ...

venerdì 6 aprile 2012

Sull'acqua calda



Come sempre in Italia si scoperchiano i pentoloni per scoprire l'acqua calda, che è sicuramente una delle quotidiane e sempre meglio riuscite scoperte italiche. Negli anni novanta si scoprì che i socialisti chiedevano tangenti agli imprenditori (come gli altri, ma in modo più sfacciato probabilmente) e che molti democristiani erano se non proprio mafiosi comunque collusi. Cose che tutti "sapevano" (erano scritte sui muri sin da quando ero bambino ...) ma che non si potevano dire. Lo fece Beppe Grillo e fu cacciato. Poi scoppiò lo scandalo e tutti diedero libero sfogo alla propria (ipocrita) indignazione.

Ultimamente la scoperta dell'acqua calda ha coinvolto, faccio due esempi, i festini hard di Berlusconi e dei suoi amici e l'utilizzo spregiudicato dei fondi pubblici di un partito che ha smesso la sua attività politica oramai quasi cinque anni fa. E arriviamo a questi ultimi giorni dove l'acqua calda ha assunto i colori della lega: il "cerchio magico", il dossier "Silvio" e il "patto" tra Bossi e la sua famiglia stipulato all'indomani dell'ictus che il leader leghista ebbe nel 2004 (prossimamente uscirà l'acqua calda su cosa causò quell'ictus e perché i danni furono così elevati?). Così trapela tra le righe di un sagace articolo di Libero, che altrimenti sembrerebbe una "satirica" denuncia di complotto meridionalista ai danni dell'Umberto.

E ora non iniziamo con la storia "la magistratura faccia il suo corso". Si possono avere opinioni sui comportamenti senza aspettare quaranta gradi di giudizio, o no?


Ieri su Startribune, il giornale di Minneapolis, è apparso un articolo di Chris Cramer, professore qui all'Università di Minneapolis, che consiglio per chi si interessa di politica universitaria italiana (e non solo).

Nell'articolo Chris analizza come lo stato del Minnesota abbia progressivamente diminuito i contributi all'Università, generando un aumento delle tasse per gli studenti (e qui si parla di tasse di almeno un'ordine di grandezza più elevate di quelle italiane, per non parlare delle francesi ...). Pare poi che il Minnesota sia lo stato che abbia tagliato maggiormente. I dettagli li trovati ben discussi nell'articolo.

Interessanti, per il carattere generale, le conclusioni, che provo a tradurre e riassumere.

Secondo la mia prospettiva personale,
scrive Chris, l'educazione pubblica superiore si confronta in questi giorni con due fenomeni. Primo: una perdita dell'obbligo sociale verso i beni pubblici. (O come diremmo noi, la società ha meno fiducia e meno interesse ai beni pubblici). Secondo, attaccare tutte le istituzioni pubbliche, e le persone che vi lavorano, sembra essere diventato lo sport preferito ("blood" dice che è un tantino più forte di "preferito") del XXI secolo, con continue domande di congelamento di salari, tagli dei benefici e più in generale punire chi cinquant'anni fa sarebbe stato, al contrario, oggetto di ammirazione per la sua dedizione al servizio.

Conclusioni che valgono per il Minnesota, ma non solo, e che potrebbero farci un po' riflettere anche per quanto succede dalle nostre parti, dove pensiamo un po' troppo spesso all'estero (e agli USA in particolare) secondo un certo stereotipo. Insomma, forse anche da noi dovremmo di tanto in tanto avere una visione più globale e distaccata spazialmente e temporalmente per cercare di capire dove ci si sta infognando e come provare a ragionarci serenamente.

giovedì 5 aprile 2012

A sua insaputa



Certo che per come la racconta Repubblica fa quasi pena, "circonvenzione d'incapace". Ed era ministro fino a pochi mesi fa, ricordiamocelo ...

martedì 3 aprile 2012

In USA non si parla d'altro



Allora pare che i soliti valenti giornali d'inchiesta italiani avevano contestato la veridicità dei complimenti di Obama a Monti, mentre pare che sia stato effettivamente così. Ce lo dice il Post, ma vi assicuro che qui tutti non parlano d'altro, anche al bar il tipo sentendo che ero italiano mi ha detto: "ma che scrive il Foglio! Obama really likes Monti actions!".

Uguale uguale ...

domenica 1 aprile 2012

Primarie quantistiche



E' sempre tempo di parlare di primarie. Genova, Bersani, Palermo, Napoli ?
No, primarie americane! E per questo vi consiglio lo spassosissimo articolo sul New York Times a proposito della "Teoria Quantistica di Mitt Romney".
Provo a riassumere brevemente i punti cruciali del candidato quantistico:

1) Come la luce è sia onda sia particella, così Romney è sia moderato sia conservatore, a seconda delle situazioni. Non è l'uno o l'altro o l'uno e poi l'altro, è entrambi contemporaneamente :)

2) La linea politica di Romney può essere vista solo in termini di probabilità. Sebbene alcune posizioni sono meno probabili di altre, nessuna ha probabilità nulla.

3) Indeterminazione: non si può sapere simultaneamente quale sia l'attuale posizione di Romney e dove questa posizione sarà in futuro.

4) L'atto di osservare non può essere separato dall'osservazione, ovveero chiedendo a Romney quale sia la sua opinione su un argomento si influisce sulla sua posizione stessa.

5) La campagna di Romney viola spesso (o a volte inverte) la legge di causa ed effetto.

6) Molti conservatori pare credano nella possibilità della creazione spontanea di un anti-Romney che possa annichilire Romney (anche se conservatori e scienza sono due concetti antitetici in USA).

Ma per ridere vi consiglio di leggervi l'articolo originale!

Una breve domanda in calce: ma vi ricorda per caso qualcuno?